Giovedì 28 - Sabato 30 Maggio 2026

I CASTELLI DEL DUCATO DI PARMA

Un viaggio nel passato tra storie di guerra e d’amore

Partenza: 28/05/26 - Rientro: 30/05/26
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i castelli del Ducato di Parma
Giovedì 28 – Sabato 30 maggio 2026
I CASTELLI DEL DUCATO DI PARMA
Un viaggio nel passato tra storie di guerra e d’amore
In questa primavera inoltrata il pennino andrà alla scoperta di una terra florida, la pianura parmense, che segnata da due principali assi ordinatori e di comunicazione, la romana via Emilia e il copioso Po, si delinea quale vero e proprio scrigno di tesori culturali e storici. Disseminata in un contesto naturale affascinante di belle rocche e caparbi fortilizi, architetture militari e civili, teatro nei secoli di grandi e piccole storie, questa terra che si distinse politicamente quale Ducato, fu popolata nei secoli da ricche e nobili famiglie, che hanno lasciato un’eredità elegante e fastosa, immagine indelebile di animi fieri, orgogliosi delle proprie dimore e dei propri possedimenti. Passeremo tra castelli, manieri e residenze nobili, dove l’ingegneria e la tecnica militare si sposano con raffinati modelli rinascimentali e scenografie barocche, importanti testimonianze della lotta per la supremazia, ma anche indicatori della trasformazione della cultura italiana, che da rudi dimore utilizzate a scopo difensivo porterà a raffinate dimore di lusso, decorate dai maggiori artisti del tempo. Un viaggio insolito ed intrigante, dove la storia si unisce alla natura e all’arte, e la tradizione antica di un territorio fortemente caratterizzato, si riflette sulle più moderne realtà di produzione di celebri prodotti gastronomici d’eccellenza.

Primo giorno.
Appuntamento alle ore 7.15 nella galleria della stazione ferroviaria di Roma Termini, all’altezza del binario 1 e partenza con treno alta velocità alla volta di Parma, via Bologna. All’arrivo trasferimento con pullman privato al Borgo di Fidenza, tappa di primaria importanza per i migliaia di pellegrini che nel corso dei secoli affrontavano il periglioso e lungo “cammino del perdono”, tra chiese, ospizi, osterie, pianure deserte e foreste. Qui appena attraversata la Porta di San Donnino, con il suo arco ogivale ricavato all’interno di un torrione, i “romei” antichi e moderni si trovavano di fronte la facciata della Cattedrale, uno dei monumenti più importanti del romanico emiliano, anch’essa intitolata a San Donnino come l’antico borgo. Chiusa con armonica proporzione tra le due alte torri, la facciata è senz’altro una mirabile creazione, frutto della singolare fantasia, del grande architetto e sculture medievale Benedetto Antelami, ricca com’è di opere scultoree che movimentano le pareti, raccontano storie, e diventano scrigni simbolici. Tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo egli si occupò anche della realizzazione della chiesa nella sua interezza, erigendola al di sopra di un più piccolo e antico tempio, dedicato alla memoria del martire Donnino, ucciso nell’anno 291 d.C. sulle rive del torrente Stirone; e anche all’interno seppur con maggiore sobrietà lasciò i segni indelebili della sua maestria, come il bellissimo gruppo della “Madonna in trono col Bambino”, ospitato nell’antica cripta a tre navatelle. Dopo la visita trasferimento in hotel a Soragna, cena e pernottamento.

Secondo giorno.
Dopo la prima colazione in hotel, si partirà per il borgo medioevale di Torrechiara, dove solitaria sulla cima di un colle, irta di superbe torri e cinta da un doppio ordine di mura sorge la Rocca, capolavoro di architettura militare il cui architetto, quale moderno designer, riuscì a conciliare il valore funzionale a quello estetico. Ciò accadde perché la Rocca di Torrechiara fu il nido di un fortissimo amore, quello tra il conte di Berceto Pier Maria Rossi e la nobile Bianca Pellegrini, entrambi giovani, bellissimi, gentili, raffinati e appassionati. I giovani erano però impegnati con altri consorti, ciononostante il loro amore non finì in tragedia, anzi la rocca divenne teatro di una delle corti più famose e più ricche del Rinascimento, ancora oggi riflessa se pur segnata dal tempo, dai decori architettonici, come il fitto ricamo dei beccattelli sottili e lunghissimi della cinta muraria esterna o le sale affrescate del cortile e degli interni. A seguire si raggiungerà Fontanellato, antico abitato ancora quieto e pacioso, radunato a girotondo attorno a una rocca cinta d’acqua verde. Qui percorrendo lentamente le viuzze, con case dalle facciate multicolori, si giungerà alla piazza, dove circondata da portici ricchi di antiche botteghe sorge nel barbaglio dei riflessi provocati dall’acqua la Rocca Sanvitale, complesso militare costruito per la guerra ma cresciuto quale sontuosa ed elegante dimora per la pace. Appartenuta per cinque secoli ai Sanvitale, virgulti di una famiglia parmense che le cronache duecentesche del Salimbene descrivono “belli, forti, in carne e ben piantati”, la Rocca si distingue per il gusto delle scelte, per gli artisti convocati e per le singolarità messe in opera; è così che attraversata la “peschiera” e le mura in cotto, spesse e massicce, il visitatore è catapultato all’interno di una raffinata dimora aristocratica. Dalla sala delle armi ai loggiati, dalla sala degli antenati a quella di ricevimento, dagli enigmi della cosiddetta “camera ottica” fino alla camera nuziale, è un susseguirsi di sorprese, nell’arredamento, nei decori, e negli affreschi, che culminano nella saletta affrescata nel 1524 dal Parmigianino, con le storie di Diana e Atteone tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, magistrale espressione del manierismo emiliano. Dopo la visita rientro a Soragna e pausa per il pranzo libero e nel pomeriggio visita alla Rocca dei marchesi Meli Lupi, ancora oggi suoi proprietari, splendida e confortevole residenza nobiliare, corte padana esemplare del Rinascimento italiano. Costruita intorno al 1361 severa e sobria con la sua pianta quadrata, la Rocca ha cambiato nei secoli aspetto e funzioni, divenendo da primitivo fortilizio a imponente palazzo. Alla semplicità dell’esterno si alterna quindi un interno capace ancora oggi di dischiudere al visitatore curiose visioni e atmosfere tangibili di mondi lontani, tesori d’arte, cicli pittorici, saloni magnificamente affrescati, salottini, arredi, gallerie di antenati, sale d’armi e la ricca biblioteca, nonché come ogni castello che si rispetti, il suo fantasma “donna Cenerina”, chiamata così per quel colore biondo cenere dei capelli che ornano lo spirito di Cassandra Ravinoni, uccisa dal marito Diofebo Meli Lupi, pazzo di gelosia. Completerà la visita il bellissimo giardino all’inglese, nel quale troveremo l’ottocentesca coffeehouse e il laghetto, sul cui isolotto dell’amore si cela una grotta segreta. Nel tardo pomeriggio rientro in hotel, cena e pernottamento.

Terzo giorno.
Dopo la prima colazione in hotel, si partirà alla volta di un Caseificio di produzione del Parmigiano Reggiano DOP, un’esperienza assolutamente da fare per onorare questo territorio, custode di alcune delle più importanti e prelibate eccellenze culinarie italiane. Si avrà la possibilità di assistere a tutte le fasi della lavorazione del latte fresco, dalla cottura alla nascita del formaggio, dall’estrazione dalle grandi caldaie ai magazzini di stagionatura, dove il tempo completa e perfeziona l’opera dell’uomo, degli animali e della terra. Si verrà a conoscenza della storia di questo ineguagliabile formaggio, dei suoi segreti, delle sue proprietà nutritive e si farà festa con ricchi e deliziosi assaggi del parmigiano nei suoi invecchiamenti diversi. A seguire si proseguirà per Colorno per visitare il Palazzo Ducale, la reggia nata per la delizia dei sovrani di Parma, ancora chiamata “la piccola Versailles” per il suo antico splendore. Oggi il suo fascino risiede nella splendida e monumentale architettura, negli affreschi e nelle sculture, sia interni che esterni, aperta tra l’altro su un grandissimo parco, nonostante fu una delle più illustri vittime dell’Unità d’Italia, venendo sistematicamente spogliata dei suoi arredi e delle sue suppellettili, per ornare le residenze sabaude. Umiliata negli anni seguenti con la trasformazione in manicomio, fu finalmente restaurata e rivalutata a partire dagli anni ’80 del secolo scorso, interventi che la resero fruibile al pubblico, e che permisero di evocare lo splendore di quella che fu una delle più sofisticate ed eleganti dimore del luogo. Dopo la pausa per il pranzo libero, trasferimento alla stazione ferroviaria di Parma, e partenza con treno alta velocità alla volta di Roma, via Bologna, dove l’arrivo è previsto per le ore 20,25.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE PRO CAPITE: € 630

In caso non si riuscisse a raggiungere il numero minimo di 15 partecipanti il viaggio non avrà luogo, in tal caso le quote già versate saranno restituite.

La quota di partecipazione comprende
:
  • Viaggio in treno alta velocità Roma-Bologna e ritorno.
  • Viaggio in treno regionale veloce Bologna-Parma e ritorno.
  • Pullman privato al seguito del gruppo come da programma.
  • Due pernottamenti con sistemazione in camera doppia presso l’Hotel Locanda del Lupo 4 stelle a Soragna, con trattamento di mezza pensione (prima colazione e cena).
  • Un accompagnatore culturale dell’associazione “il pennino” per tutta la durata del viaggio.
  • Visite guidate come da programma.
  • Assicurazione contro gli infortuni e annullamento viaggio.
La quota di partecipazione non comprende:
  • I pranzi, le bevande, gli extra vari e tutto quanto sopra non menzionato
  • Ingressi a musei, monumenti e siti archeologici come da programma.
  • Apparecchi audio riceventi.
  • Supplemento camera singola complessivo € 85.
La prenotazione è obbligatoria e si riterrà valida soltanto all’atto del pagamento di € 190 d'acconto pro capite entro e non oltre il 28 febbraio 2026.

MODALITA’ DI PAGAMENTO
Acconto € 190 entro il 28 febbraio 2026
Secondo acconto € 220 entro il 29 marzo 2026
Saldo € 220 entro il 26 aprile 2026

Penalità di annullamento:
Penale del 30% della quota di partecipazione dalla prenotazione a 45 giorni prima della partenza.
Penale del 50% della quota di partecipazione da 44 a 15 giorni prima della partenza.
Penale del 100% della quota di partecipazione da 14 giorni prima della partenza al giorno della partenza stessa
.
Il calcolo dei giorni deve essere effettuato senza considerare il sabato e i giorni festivi (devono inoltre essere esclusi il giorno della comunicazione dell’annullamento e il giorno della partenza). Nessun rimborso sarà accordato a chi non si presenterà alla partenza o si presenterà in ritardo, o rinuncerà durante lo svolgimento del viaggio stesso. Nessun rimborso spetterà inoltre a chi non potesse effettuare il viaggio per mancanza o inesattezza dei previsti documenti personali.

Il pennino
associazione culturale

via Pietro Fedele 30 – 00179 Roma
Telefoni 0678393862 – 3381752110
mail: info@ilpennino.org
sito: www.ilpennino.org