In questo particolare e affascinante viaggio di autunno andremo alla scoperta di una delle più potenti e fastose corti d’Europa, quella dei Gonzaga, e lo faremo nella città di cui questa famiglia è stata per quattro secoli padrona, Mantova, dove ha lasciato un’impronta indelebile, e a Sabbioneta la “Novella Roma”, uno dei Borghi più belli d’Italia, entrambe riconosciute nel 2008 dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Iniziata nel 1328, quando Luigi Gonzaga con una sanguinosa sommossa rovescia i Bonacolsi, l’avventura di questa celebre famiglia si costruirà ed esalterà giorno dopo giorno con ogni membro che nei secoli salirà al potere, fino alla figura di Ludovico II, il principe umanista e condottiero con il quale la dinastia conoscerà uno dei momenti più felici della sua ascesa politica e vedrà il rinnovamento in senso rinascimentale della città. Sarà infatti Ludovico, marchese di Mantova dal 1444 al 1478, educato all’amore per la cultura classica da Vittorino da Feltre, ad invitare a corte artisti come Donatello, Luca Fancelli, Leon Battista Alberti o il Mantegna, per citarne alcuni, che trasformeranno la città e gli altri borghi in veri e propri tesori di arte e storia. Nel nostro viaggio ci perderemo quindi nell’arte, dal complesso del Palazzo Ducale, una delle più vaste e sfarzose dimore principesche d’Italia, paragonabile per estensione e magnificenza solo ai Palazzi vaticani, a Palazzo Te, il sogno di un principe Federico II e del suo artista prediletto; dalla Camera degli Sposi interamente affrescata da Andrea Mantegna, alla Sala dei Giganti, dovuta all’estro di Giulio Romano, senza dimenticare la cupola del Sant’Andrea o il Tempio di Leon Battista Alberti, la romanica Rotonda di San Lorenzo o il settecentesco Teatro scientifico. Ma vivere Mantova sarà anche passeggiare sullo sterminato acciottolato da Piazza Sordello, il salotto della città, attraverso portici, palazzi merlati e chiese, fino al Broletto e a piazza delle Erbe; sarà rilassarsi a godere del paesaggio di acque che la circondano, formato dal fiume Mincio che qui si allarga per poi gettarsi nel Po, e sbirciare le botteghe antiquarie, approfittando naturalmente della gustosa cucina tradizionale.
Meta di questo fine settimana lungo de il pennino sarà Ravenna, città straordinariamente famosa per il complesso unico dei suoi monumenti risalenti al V, VI e VII secolo d.C., e scrigno di stupefacenti tesori tutti da scoprire. La “Bisanzio dell’Occidente”, come venne definita, deve la sua particolare atmosfera, il suo fascino e la sua magia, ad un esaltante momento storico, che echeggia nei nomi di Onorio, Galla Placidia, Teodorico re dei Goti, Giustiniano imperatore e Teodora, vicende lontane, di sanguinose battaglie, di popoli e imperi, ma anche di capolavori di ineguagliabile bellezza. Prime e apparentemente timide architetture cristiane, sobrie esternamente così rivestite da nudi laterizi, ricchissime di marmi e di stucchi all’interno, e principalmente ricoperte di lucenti tessere di mosaico, dalla tavolozza eccezionalmente varia, queste basiliche e questi battisteri sono stati dichiarati Patrimonio Unesco dell’Umanità. In esse, gelose custodi, i cicli di mosaici si fondono con l’architettura di volte e cupole, di navate e loggiati, trasfigurandoli in luce e colore, creando un’atmosfera lontana dal mondo terreno, che ci avvolgerà lasciandoci assolutamente stupefatti.
Tra l'incanto delle luci invernali e l'eleganza senza tempo di due città straordinarie, questo viaggio di Capodanno ci condurrà nel cuore più autentico del Veneto, tra la romantica Verona e l'elegante Vicenza, due città romane con un’anima medievale e rinascimentale. Verona dal centro storico antichissimo, molto esteso e ben conservato, dove case, chiese e palazzi di ogni stile, tinte calde e morbide, angoli suggestivi e scorci caratteristici, avvolgeranno in un incantevole abbraccio. Città dell’amore e della poesia, segnata in eterno dalla fantasia di Shakespeare, ma il cui cuore medievale batte ancora forte, attraverso le architetture e gli affreschi presenti nella Basilica di San Zeno, nella Chiesa di Sant’Anastasia e in quella di San Fermo, nei capolavori conservati nel Museo di Castelvecchio, nel fascino unico della Biblioteca Capitolare o nell’intricato complesso della Cattedrale. Vicenza, scrigno d’arte, dove armoniche architetture manifestano ancora orgogliosamente il proprio essere, attraverso il linguaggio e le ambizioni dello stile legato al genio inimitabile del Palladio, tra la Basilica, la Loggia del Capitano e il mirabolante e fascinoso Teatro Olimpico. E infine il fantastico e fiabesco universo della nobiltà veneziana del Cinquecento, festoso, elegante e raffinato, riflesso dalla celebre villa “La Rotonda”, invenzione unica d’ispirazione classica di Andrea Palladio, o la villa “Valmarana ai nani”, dove la genialità architettonica si sposa alle raffinate decorazioni ad affresco della famiglia Tiepolo. Un'esperienza da vivere con lentezza e meraviglia, per salutare l'anno che si conclude e accogliere il nuovo all'insegna della bellezza, della cultura e delle emozioni condivise.
Il Carnevale: “la festa dei folli”, giorni speciali in cui tutto è permesso, in cui si può fingere di essere qualcun altro, in cui “ogni scherzo vale”! L’antica festa, la cui origine si perde nella notte dei tempi, quest’anno proponiamo di trascorrerla a Viareggio, dove si svolge forse la più famosa, e sicuramente la più ricca e raffinata, sfilata di carri allegorici. Da ben 153 anni si ripete la magia del “corso mascherato”, ossia la sfilata di giganteschi carri allegorici, e noi saremo lì a goderci questa festa mirabolante, comodamente seduti sulle tribune, da cui si gode lo spettacolo da una prospettiva privilegiata. Ma Viareggio è anche un’elegantissima cittadina della splendida Versilia, riedificata dopo un incendio che nel 1917 ne distrusse gran parte. La ricostruzione fu coadiuvata da un gruppo di uomini di cultura tra cui Giacomo Puccini, ma soprattutto nacque in questo frangente la collaborazione tra Galileo Chini e Alfredo Belluomini; il felice connubio tra il pittore-ceramista e l’architetto, delineò l’architettura balneare viareggina, creando un singolare panorama di forme e colori perfettamente in simbiosi con le molteplici modulazioni eclettiche e moderniste dell’epoca.